La scomparsa dei tram negli anni 60.

Mi capita spesso di leggere degli articoli che parlano con grande nostalgia della scomparsa dei tram negli anni Sessanta. All’epoca molte città (anche quelle più piccole) disponevano di una rete tranviaria abbastanza estesa, rete che nella maggior parte dei casi è del tutto scomparsa, e che nel resto dei casi si è fortemente ridotta.

E molte persone si chiedono come sarebbero state le nostre città se queste reti di tram non fossero state smantellate.

Quando si parla di tram, oggi si parla di questa cosa qui:

Ovvero:

  • Dei veicoli di grande capacità
  • Un incarrozzamento a raso
  • Delle corsie riservate
  • Delle fermate con marciapiede dedicato, sedute e pensiline
  • Dei semafori sincronizzati
  • Una sede a doppio binario.

Mentre la maggior parte delle tratte soppresse negli anni 60 erano piuttosto come questa qui:

Ovvero:

  • Dei veicoli più piccoli di un autobus
  • La necessità di fare 3-4 gradini per salire
  • Una circolazione promiscua con le auto.
  • Delle fermate in mezzo alla strada, senza alcuna protezione dal traffico veicolare.
  • Nessuna priorità ai semafori
  • Nelle reti più piccole, delle tratte a binario unico.

Andiamo a vedere in dettaglio i vari veicoli. Questi erano i veicoli che circolavano negli anni 60, al momento della chiusura delle varie reti.

Tram standard svizzero. Lunghezza: 13 m
Vettura MRS. Lunghezza: 13 m
Vettura PCC singola. Lunghezza: 14.75 m
Vettura PCC doppia. Lunghezza: 20.35 m

Confrontiamo questi veicoli con alcuni modelli di autobus:

Autobus singolo. Lunghezza: 12 m
Autobus doppio. Lunghezza: 18 m
Autobus triplo. Lunghezza: 24 m

I tram degli anni 60 erano della stessa taglia degli autobus che li hanno rimpiazzati. La chiusura delle tramvie, all’epoca, ha avuto un impatto minimo sulla capienza delle reti.

Adesso, andiamo a vedere i tram più recenti:

Fiat Cityway. Lunghezza: 33 m.
Stadler Tango. Lunghezza: 45 m

Questi sono veicoli ben più grandi, che in termini di capacità sono piu simili a un treno che a un tram degli anni 60.


Un altro aspetto fondamentale per l’efficacia di una rete di trasporti pubblici urbani è la possibilità di avere delle corsie riservate su gran parte della rete. E queste corsie riservate possono servire per i tram o per gli autobus.

Andiamo a vedere che cosa abbiamo perduto in questi anni:

Dei tram in mezzo al traffico.

E quello che abbiamo ottenuto nel frattempo:

Corsia riservata per gli autobus.
Corsia riservata per i tram.
Sede tranviaria sistemata a prato, e strada pedonalizzata.

Andiamo a vedere ora qualche cattivo esempio.

Molte città americane, dopo aver demolito le loro reti tranviarie, hanno cominciato a ricostruirle, dov’erano e com’erano.

Ed ora si ritrovano di nuovo con gli stessi problemi di prima: dei piccoli tram, che circolano in mezzo alle macchine e che sono spesso bloccati nel traffico.

E, in qualche caso, dei veicoli che riprendono il disegno e i difetti dei vecchi tram. Sono veicoli di piccola taglia, in cui per salire bisogna fare tre gradini.

Fortunatamente, l’aspetto più pericoloso dei vecchi tram non è stato ripreso: le nuove tramvie americane hanno delle fermate con un marciapiede, delle sedute e una pensilina.

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